sabato 17 gennaio 2009

RAPPORTI DI COPPIA

UN ANELLO DA TIFFANY, Lauren Weisberger, Piemme

Adriana emise un lungo sospiro frustrato. "Prima di tutto ragazze, la "botta e via" è per la gente triste che si incontra nei casinò di Atlantic City e negli alberghi del Midwest. "Rimorchiare" è quello che fanno le universitarie ubriache alla festa di primavera. Le nostre sono "avventure". Favolose, sexy e spontanee. Chiaro? Secondo, credo che qui stiamo perdendo qualcosa di vista: non sono io quella che ho deciso che Emmy doveva farsi un'avventura in ogni città visitata. E' stata lei dirlo. Naturalmente, se non credi di farcela..." (...) "No, hai ragione" concesse Emmy. "E, stata una mia decisione, e lo farò. Mi farà bene, giusto? Mi toglierà a togliermi la fissa del matrimonio. A rilassarmi. E' solo che in teoria sembra fantastico, ma quando ti ritrovi a mezzanotte in un albergo strano davanti a una persona che conosci a malapena, e pensi che tra poco ti vedrà nuda anche se non sai nemmeno come si chiama di cognome...non lo so, è...diverso." "Se fatto con l'atteggiamento giusto può essere liberatorio" disse Adriana. "Oppure un disastro totale" aggiunse Leigh. "Sempre la solita ottimista, eh?" "Sentite, lo so che Emmy vuole fare questa cosa, e capisco perfettamente perchè. Insomma, se fossi stata solo con tre uomini in tutta la mia vita, e per di più in relazioni lunghe, vorrei un assggio di qualcosa di diverso. Ma è importante che lei sappia che questo genere di botta e via, pardon, di avventura... non è sempre così fantastico" disse Leigh. "Parla per te. Io sono sempre rimasta piuttosto soddisfatta" sorrise Adriana. Per lo più era vero: era stata con più uomini di quanti potesse mai contarne, ma si era divertita tutte e volte.

IL LIBRO

L'autrice è quella de "Il diavolo veste Prada" che non ho letto anche se ho visto il film. I dialoghi sono stile Sex and the City, di cui ho letto qualcosa sui giornali senza averne mai visto un episodio in tv. La domanda istintiva che viene leggendo questo libro è "esistono davvero donne così?" La seconda è "la Piemme, che pubblica libri davvero belli, perchè ha scelto questo tipo di libro? Solo per una ragione economica?" Ogni tanto leggo questi libri che appartengono a quella che viene chiamata "chicklit", che è una versione più spinta e più redditizia dei libri di Liala, che leggevano le nonne, o degli allegati di Confidenze (o era Intimità?), che io leggevo da ragazzina. Li leggo solo come passatempo e, a meno che non diventino film, mi dimentico di averli letti. Mentre li leggo mi aspetto sempre un finale diverso, qualcuno che improvvisamente diventi adulto o si converta sulla via di Damasco. Di solito finiscono con un innamoramento corrisposto, innamoramento stile fotoromanzo. Credo che donne così invecchino male: era più bello il volto di Madre Teresa o quello di Liz Taylor? Non riesco a riconoscermi in nessuno dei personaggi, è un mondo artificiale, dove non c'è spazio nè per una fatica, nè per un dolore, nè per una gioia duratura. E' la descrizione di una vita che non corrisponde ai desideri del cuore di nessuno. Soddisfa solo gli ormoni!!!

A TE
A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire,
che riesci a render la fatica un immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei,
sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei…
Jovanotti

p.s. questa canzone corrisponde anche al cuore della mia mamma, a cui piace tantissimo!

LA BALLATA DELL'AMORE VERO

Io vorrei volerti bene come ti ama Dio
con la stessa passione, con la stessa forza
con la stessa fedeltà che non ho io.
Mentre l'amore mio
è piccolo come un bambino
solo senza la madre
sperduto in un giardino.
Io vorrei volerti bene come ti ama Dio
con la stessa tenerezza, con la stessa fede
con la stessa libertà che non ho io.
Mentre l'amore mio
è fragile come un fiore
ha sete della pioggia
muore se non c'è il sole.
Io ti voglio bene e ne ringrazio Dio
che mi dà la tenerezza, che mi dà la forza
che mi dà la libertà che non ho io.
Claudio Chieffo
p.s. ho portato la classe a vede la mostra di Magritte a Milano (spiegata molto bene dalle guide di Adartem) e c'era il quadro qui sopra, che fra l'altro non ha provocato nè risolini nè battute stupide tra i miei alunni. Magritte lo commentava dicendo che è molto bello trasformare una donna in cielo!

martedì 6 gennaio 2009

IL SISTEMA MIGLIORE: EST O OVEST?



TERRENO DI GIOCO, Thomas Sanders, Sonzogno.
"Ascolti, Herr Puhl, deve avere pazienza", proseguì lui in tono affabile. "E' possibile che venga rilasciato domani o dopodomani. Stiamo ancora controllando i dettagli." Poi, come se stessimo parlndo del tempo, domandò: "Che ne pensa della RDT?" "Stanotte due dei vostri scagnozzi mi hanno picchiato. Cosa crede che provi nei confronti della fottuta RDT?" "No, sul serio", insistette lui sorridendo mentr giocherellava con i polsini della camicia. "Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa. Sa come funziona il nostro modello?" "Sì", risposi. "Credo di cominciare a capirlo. " Qualunque fossero i manuali che aveva studiato, aveva saltato la lettera "I" di "ironia". "Allora mi dica", riprese. "Mi dica qual è il sistema migliore. I giovani delle vostre cità si imbottiscono di eroina. Protestano contro le armi nucleari. Avete problemi di immigrazione. Le vostre strade sono invase dal crimine e perfino dal terrorismo. E c'è sempre la possibilità che domani vi ritroviate senza lavoro. Ci trova del buono in tutto questo? Certo che no. Andiamo, Puhl, parliamone. Voglio sapere. Sono interessato alle sue opinioni. Discutiamone."

Il libro
Semplicemente bello: l'ho letto in pochissimo tempo, anche grazie alla buona traduzione. E' l'autobiografia di un soldato tedesco (in carriera, non soldato semplice!) che, prima della caduta del muro, per attitudine personale viene scelto per delle imprese supersegrete e pericolose da effettuarsi nella Germania dell'Est, la vecchia DDR, che nella traduzione è chiamata RDT. E' una versione più umana di Jason Bourne. Il fatto che un membro dell'esercito sappia scrivere è sorprendente: le descrizioni dei fatti sono a 360 gradi, i dettagli ricordati con precisione senza rischiare di annoiare, i rapporti personali raccontati in profondità. Se esiste una letteratura maschile e una femminile, questa è sicuramente maschile. Il nostro uomo ha ucciso, è parte del so lavoro ma non si chiede niente della vita delle persone che ha dovuto eliminare. Istintivamente io mi chiedevo se erano sposati, avevano figli, che ne è stato dei familiari... ma la mia è una visione femminile della guerra. E' molto bello il legame di amicizia, anche qui molto maschile, fra i membri della squadra speciale e positiva la figura paterna del loro capo. Ci sono spunti interessanti come l'essere andati a Messa prima di un'azione, il rapporto tra lo scrittore e la moglie, con cui non può condividere le preoccupazioni per ragioni di segretezza e la reazione alla morte di un amico, a cui dedica il libro. Mi sono ritrovata nelle sensazioni da lui provate quando si trova a Berlino Est: i colori scompaiono, tutto è grigio, dagli edifici ai vestiti delle persone La stessa sensazione immediata che ho provato io la prima volta che sono stata in Polonia prima del 1989. E' un libro che consiglio a chi vuole risvegliarsi dalla noia di certe letture.

Dal sito dell' Opus Dei a proposito della recensione del libro di Giovanni Paolo II Memoria e identità, pubblicato dalla Rizzoli:

Nel volume il Papa risponde ai temi del Novecento, in particolare al “male eretto a sistema” nei regimi totalitari come il nazismo e il comunismo. Giovanni Paolo II ricorda e scrive: “Il Signore Dio ha concesso al nazismo dodici anni di esistenza e dopo dodici anni quel sistema è crollato. Se il comunismo è sopravvissuto più a lungo e se ha ancora dinanzi a sé, pensavo allora tra me, una prospettiva di ulteriore sviluppo, deve esserci un senso in tutto questo”. È in questo senso che il Papa si riferisce a “un male necessario”: “Ciò che veniva fatto di pensare era che quel male fosse in qualche modo necessario al mondo e all’uomo. Succede, infatti, che in certe concrete situazioni dell’esistenza umana il male si riveli in qualche misura utile, in quanto crea occasioni per il bene”.

giovedì 1 gennaio 2009

TRADIMENTO


MARTHA PEAKE, Patrick McGrath, Bompiani

Un bicchiere di vino. Harry Peake lasciò Drogo Hall con il denaro in tasca e la rabbia nel cuore. Aveva avuto i soldi, ma in cambio s'era venduto l'anima, aveva lasciato che lo trattassero come un animale, e non è forse l'anima a distinguere l'uomo dall'animale? Durante l'interminabile ora che aveva trascorso nell'aula di anatomia era stato una creatura priva di anima. Quegli uomini l'aveano acquistata ed egli aveva accettato i termini del contratto. Si sentiva insudiciato da quella transazione, mortificato; si sentiva una nullità mentre si allontanava da Drogo Hall, avviandosi per la palude di Lambeth, verso le guglie lontane della città. Con in bocca il sapore del vino e in tasca il denaro, finì presto in un'osteria, e al calar delle tenebre era già passato al gin. Il seguito si può facilmente immaginare.

Il libro


Non conosco l'autore, inglese che in patria vende bene ma il libro non mi ha entusiasmato. Ci sono tutte le premesse per una bella storia: ambiente stile Cime tempestose, una pseudo tragedia, un'eroina triste e bella, un clima storico affascinante (la rivoluzione americana). La storia non prende però quota, non c'è un personaggio di cui ci si possa innamorare o un fine da condividre appassionatamente. Forse manca proprio la passione, tutto resta sulla superficie e il cuore di chi legge non viene scosso. Il periodo storico non è poi così ben descritto. Per chi ha visto il film Il Patriota di Mel Gibson sa di cosa si parla. C'è un desiderio di giustizia e di libertà vere che nel libro mancano.

P.S. Mio marito è sinceramente rammaricato di ciò che ha voluto dire per la Gran Bretagna la nascita degli Stati Uniti. E' disponibile ad indire un referendum perchè la sua patria diventi il 51 Stato!!! Chi volesse sottoscriverlo con lui, lo contatti nel suo blog!


Il monologo di Giuda

Non fu per i trenta denari,

ma per la speranza che


lui quel giorno, aveva suscitato in me.


Io ero un uomo tranquillo,

vivevo bene del mio,


rendevo anche gli onori alla casa di Dio.

Ma un giorno venne quest'uomo,


parlò di pace e d'amore,


diceva ch'era il Messia, il mio Salvatore.


Per terre arate dal sole,

per strade d'ogni paese,

ci soffocava la folla con le mani tese.

Ma poi passavano i giorni

e il regno suo non veniva,

gli avevo dato ormai tutto e Lui mi tradiva.

Divenne il cuore di pietra

e gli occhi scaltri a fuggire;

m'aveva dato l'angoscia e doveva morire.

Appeso all'albero un corpo, che non è certo più il mio,

ora lo vedo negli occhi: è il figlio di Dio.


Claudio Chieffo