
MALASCUOLA, Claudio Cremaschi, Piemme
Se tutte le forze politiche, sociali, sindacali trovassero un accordo per evitare il definitivo sfascio della scuola pubblica... Se si convenisse sulla necessità di razionalizzare la spesa per l'istruzione, non per tagliare, ma per riqualificare la scuola...Se resistenze governative e inevitabili sollevazioni studentesche, non affossassero ogni tentativo di riforma... Se tutti, o buona parte dei provvedimenti di razionalizzazione del tempo e delle classi che ho descritto venissero realizzati... Se chi ne ha il potere decidesse di investire i risparmi conseguenti nel miglioramento della scuola e in particolare nell'adeguamento delle retribuzioni e della professionalità dei docenti...
Se tutto questo (e altro ancora) accadesse, la sciagura peggiore che potrebbe verificarsi sarebbe un accordo tra le organizzazioni sindacali e il governo per un aumento indiscriminato delle retribuzioni "a pioggia", o peggio ancora sulla base dell'anzianità, senza ridefinire il rapporto contrattuale e professionale dei docenti.
Sarebbe un'altra occasione perduta, e probabilmente l'ultima.
IL LIBRO
E' un'analisi approfondita del sistema scolastico statale italiano, dalla scuola dell'infanzia alle superiori. Tesi del libro è che si può aumentare e anche di molto lo stipendio degli insegnanti, riqualificandoli, tagliando gli sprechi che nella scuola sono tanti, molto di più di quelli che immaginavo. Parte delle opinioni o delle proposte è condividibile, come la chiusura delle piccole scuole, il controllo effettivo del numero di alunni per classe, il tempo prolungato di alcune scuole medie che hanno solo un orario antimeridiano, la compresenza di troppi insegnanti... Su una non sono affatto d'accordo ed è quella di lavorare a luglio. Va benissimo incomin
ciare con gli alunni dal primo di settembre e terminare alla fine di giugno (però mi si devono eliminare tutte le riunioni di quel periodo) ma a luglio non servono insegnanti ma intrattenitori! Già in media cinque ore a settimana vengono da me dedicate alla mensa, ci manca solo che occupi il tempo estivo dei miei alunni. La scuola non deve risolvere il problema dei genitori che non sanno dove mettere i figli, non è il nostro compito. Io sono un'insegnante e sono pagata (poco!) per insegnare, ho studiato e studio per questo, frequento corsi e mi autoaggiorno. Questa è la difesa sbagliata del mantenimento del tempo pieno. Io posso dimostrare che educativamente sia utile ma non mi interessa per niente sapere che è una risposta all'esigenza lavorativa dei genitori (anch'io lavoro e ho figli), altrimenti è impensabile non pensare a tenere le scuole aperte anche a luglio.
ciare con gli alunni dal primo di settembre e terminare alla fine di giugno (però mi si devono eliminare tutte le riunioni di quel periodo) ma a luglio non servono insegnanti ma intrattenitori! Già in media cinque ore a settimana vengono da me dedicate alla mensa, ci manca solo che occupi il tempo estivo dei miei alunni. La scuola non deve risolvere il problema dei genitori che non sanno dove mettere i figli, non è il nostro compito. Io sono un'insegnante e sono pagata (poco!) per insegnare, ho studiato e studio per questo, frequento corsi e mi autoaggiorno. Questa è la difesa sbagliata del mantenimento del tempo pieno. Io posso dimostrare che educativamente sia utile ma non mi interessa per niente sapere che è una risposta all'esigenza lavorativa dei genitori (anch'io lavoro e ho figli), altrimenti è impensabile non pensare a tenere le scuole aperte anche a luglio. Il libro è comunque ricco di dati interessanti, come il sapere che la maggior parte degli insegnanti italiani ha un'età compresa tra i 45 e i 59 anni. Quanti di loro riusciranno ad andare in pensione con quarant'anni di servizio?
Una maestra con la passione della poesia:
Ada Negri
IL DONO
e d'anno in anno da te attesi, o vita
(e per esso, lo sai, mi fu dolcezza
anche il pianto), non venne: ancor non venne.
Ad ogni alba che spunta io dico: "È oggi":
ad ogni giorno che tramonta io dico:
"Sarà domani". Scorre intanto il fiume
del mio sangue vermiglio alla sua foce:
e forse il dono che puoi darmi, il solo
che valga, o vita, è questo sangue: questo
fluir segreto nelle vene, e battere
dei polsi, e luce aver dagli occhi; e amarti
unicamente perché sei la vita.















